Fuorimercato: formazione autoformazione sindacale

fuori_mercato_1

Il 10 e l’11 marzo ci sarà alla Ri-MAFLOW di Trezzano sul Naviglio la seconda parte del percorso di auto-formazione iniziato a febbraio a #VillaRoth a Bari. Dall’#immigrazione e dal #mutualismo conflittuale passeremo ad affrontare nel dettaglio tutti quelli che sono i diritti (mancati) dei lavoratori e delle lavoratrici in #Italia e per imparare come si fa una vertenza per organizzare la propria dimensione sindacale. Le due giornate sono organizzate da #FuoriMercato in collaborazione con attivisti e delegati del Sial Cobas di Milano.

PROGRAMMA

SABATO 10 MARZO ore 10

  • Breve presentazione delle realtà che parteciperanno all’incontro
  • I rapporti di forza, la legislazione vigente, i problemi oggi nei luoghi di lavoro: come ci si difende, come si costruisce una vertenza sindacale.La rappresentanza e l’azione sindacale oggi possibile: che fare, in che modo, per esercitare quali diritti. Riportare alcune esperienze di vertenze su cui ragionare.
    Introduzione affidata ad  Angelo Pedrini, Sial Cobas Milano.Pausa pranzo – ripresa ore 15
  • Precarizzazione del mercato del lavoro, Jobs Act, tipologie contrattuali e possibilità di difesa sindacale. La Gig economy e i problemi che pone all’azione sindacale. Come ci si difende dalla destrutturazione del lavoro, i nuovi ammortizzatori sociali.
    Introduzione di Marco Filippetti e Salvatore Corizzo di FM Roma.DOMENICA 11 MARZO ore 10 – 14
  • La salute nei luoghi di lavoro, la relazione con l’ambiente e la nocività “scaricata” sul territorio circostante. I rischi per i lavoratori e le lavoratrici, possibilità di difendersi, normativa esistente.
    Introduzione affidata a Claudio Mendicino, medico del lavoro, collaboratore del Sial Cobas12.30 – pausa caffè
  • Plenaria conclusiva: pratiche mutualistiche ed approccio autogestionario, ruolo dell’organizzazione economica di lavoratori e lavoratrici come supporto delle lotte di resistenza

La partecipazione è libera. Per info potete scriverci una mail dalla pagina contatti.


Il 3-4 febbraio si è tenuto a Bari un primo momento di formazione sindacale organizzata da Fuorimercato.

Pubblichiamo un breve report di quelle giornate.

Partecipanti registrati da fuori città: 33 persone provenienti da Palermo (Contadinazioni), Calabria (Sos Rosarno), Lecce (ass. Meticcia e CIR), Nardò (Diritti a Sud), ExFadda, l’Officina del sapere (S. Vito dei Normanni, Br), Roma (Communia-Karalò e Di.Fro.-Università di Roma3), Siena (La Bagnaia), Bologna (portavoce operatori sociali), Milano (RiMake-Mshikamano). Da Bari, hanno partecipano gli e le abitanti migranti di villa Roth (aderenti con la loro associazione di riferimento a Fuorimercato, AiM), le insegnanti insieme ai migranti allievi della scuola di italiano. Abbiamo coperto parzialmente alcuni viaggi grazie alla cassa di sfruttazero e coperto tutte le spese con i contributi per la cena di sabato e il pranzo di domenica.

Sabato 3
Dopo una breve presentazione della vertenza e del percorso di autorganizzazione che ha portato all’assegnazione diretta di villa Roth, le due plenarie sono state caratterizzate dalle relazioni sulla legislazione europea e nazionale sull’immigrazione e sull’esperienza di supporto ai braccianti agricoli migranti nelle campagne di Nardò. Sono emerse tutte le istanze e le condizioni critiche e disumane di lavoro (contratti, trasporto, ecc.) e di mancanza di diritti base di cittadinanza (documenti, alloggio, residenza, ecc.) dentro e fuori i ghetti (formali e informali) presenti in città e in campagna, in Italia e non solo.

Domenica 4
Tutte le realtà partecipanti, a partire da quella ospitante, hanno raccontato le loro pratiche di solidarietà con e per i/le migranti, intrecciando le esperienze mutualistiche con l’esigenza di azioni rivendicative per accedere ad un’abitazione dignitosa, alla residenza, requisiti per l’ottenimento dei documenti, insieme all’ottenimento di regolari contratti di lavoro.

Si è individuata nell’associazione sindacale FM uno strumento da utilizzare sui territori per avviare o proseguire vertenze per la cernita e il recupero/riqualificazione di immobili pubblici abbandonati o (anche confiscati alla mafia) a scopo abitativo, ma anche come spazi per avviare progetti di inclusione socio-lavorativa economico produttiva (agro-alimentare, artigianale e non solo) a sfruttamento zero, per l’autoimpiego. Oltre alle entrate derivanti dalle attività economiche mutualistiche, è emersa l’esigenza di potersi dotare di finanziamenti istituzionali, poiché si tratta di risorse (pubbliche, quindi anche nostre!) da indirizzare verso progetti sociali di pubblica utilità. Questo non significa perdere la propria autonomia o sostituirsi alle istituzioni nell’erogazione di determinati servizi, bensì rendere sostenibili le attività produttive, artigianali che promuoviamo e portiamo avanti, al fine di garantire un reddito dignitoso a chi lavora e non solo. A riguardo, l’aspetto conflittuale nei confronti delle istituzioni rimane centrale, affinché i percorsi di autorganizzazione migrante possano far portare al riconoscimento di diritti già esistenti o all’ottenimento di nuovi.

Rispetto all’esistenza di una serie di realtà territoriali (associative e non, urbane e rurali) che solidarizzano con i e le migranti, è necessario che le relazioni esistenti si tramutino in percorsi più organizzati e continuativi, dove ognuno in base alle proprie prerogative possa rendersi più funzionale alla costruzione e al supporto di vertenze per migliorare le proprie condizioni di vita e lavoro. FuoriMercato, quindi, può diventare, localmente, uno strumento e punto di riferimento al servizio dell’azione sindacale, che non va  delegata ai sindacalisti, bensì praticata nel nostro agire quotidiano, che ci vede protagonisti migranti e nativi/e insieme, promuovere sportelli legali, casse di mutuo soccorso, corsi di italiano, supportare  o promuovere direttamente lotte per i diritti. Si è fatto riferimento anche alla riappropriazione della strumento dello sciopero, che il movimento internazionale Non Una di Meno sta praticando e ha lanciato per il prossimo 8 marzo.

Per ultimo, ma non meno importante, si è riusciti a garantire la traduzione in inglese e francese, grazie alla disponibilità di alcuni/e compagni/e imprescindibili. Questo ha permesso la partecipazione attiva dei migranti, che per noi è fondamentale rispetto alla costruzione di questo percorso di sindacato sociale e di autorganizzazione.

Annunci