Quando reti e filo spinato tessono relazioni

baitoL’obiettivo era risistemare il recinto per liberare Beniamino e Giusy, gli asini,  dopo l’inverno, uno di quei lavori che vengono rimandati per mancanza di tempo e di forze. Il Baito del Bosco ha invitato il Gigi Piccoli, 2 ragazzi ospiti di un CAS di Verona e altri amici il fine settimana scorso per un’azione comune, ospitando tutti nella grande casa di contrada Scalchi a Erbezzo (VR).
Abbiamo trascorso due bellissime giornate di sole, nella cornice della Lessinia nei primissimi giorni di primavera, e abbiamo visto costruirsi molto di più di quel recinto, che peraltro è stato messo subito a dura prova da Charlotte, la vecchia cavalla, ancora in ottima forma. Sono stati giorni nei quali, accanto al filo di ferro, si sono intrecciate relazioni, racconti, conoscenze, competenze, idee e progetti.
Soprattutto un’esperienza concreta per due ragazzi, Antou e Aruna,  di vivere e conoscere realmente il territorio che li dovrebbe accogliere, ben al di là dei confini dei centri di accoglienza nei quali si riduce troppo spesso la loro quotidianità, impegnati in qualcosa di diverso dalle preoccupazioni di ogni giorno, di poter “fare qualcosa”, di dimostrare quanto si è in grado e quanto si ha bisogno di fare…anche quando, “scherzo di natura genuina e clandestina”, il fare sono i pali conficcati saldamente nel terreno e il filo spinato che li percorre!
Un’esperienza che con entusiasmo ci siamo promessi di ripetere, e che ci piacerebbe condividere anche con altre realtà a partire da chi in questi anni ci ha aiutato a coltivare il terreno che oggi sa restituirci simili frutti.

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