Sabato 25 febbraio: TERANGA parole e ingredienti per ricette senza frontiere

Quando strade che vengono da lontano s’incontrano, storie diverse si intrecciano in percorsi comuni. Il benvenuto naturale è aggiungere posti a tavola. Spesso a cucinare e a raccontare è chi viaggia.

TERANGA!
parole e ingredienti per ricette senza frontiere

teranga-febbraioAlle ore 19 proiezione di
“I ragazzi di piazza San Nicolò” (durata 5 min.)
La piazza San Nicolò è stata occupata la prima quindicina di giugno del 2011 da 20 ragazzi tunisini e marocchini esasperati e in attesa di un permesso di soggiorno pagato e non concesso. Alcuni di loro vivevano da mesi nella clandestinità, di giorno nascosti e la notte al lavoro nei sotterranei dei grandi magazzini commerciali per qualche euro. Chiedevano solo un permesso di soggiorno per continuare ad esistere, per poter avere un lavoro dignitoso, per non sentirsi esclusi. Guardando la piazza occupata mi chiedevo fino a quando cercheremo di integrare il volto dell’altro in direzione di noi, solo in funzione di noi, ponendo come sempre al centro di noi stessi il principio di identità : ti accolgo solo se sei simile a me. Di fronte a questi interrogativi come scultore e come essere umano ho sentito l’urgenza di allestire in piazza dei laboratori di manipolazione della creta, attuando
un percorso di convivialità delle differenze alla riscoperta dei volti. Un ” faccia a faccia ” dove ognuno, modellando il volto dell’altro ,percepiva un oltre nella consapevolezza che l’altro lo riguardi nel rispetto della sua alterità. È così per alcuni giorni la piazza fu riscoperta agorà, luogo di incontro, dialogo, memoria, scambio vitale, confronto politico e dialettico, partecipazione e rabbia. Una piazza non più estranea,’ spazio urbano anonimo, volutamente sottovalutata dalla politica, senza volto e priva di memoria popolare, ma una piazza dove è stato possibile ritrovare memoria, anche quella dei nostri padri. Dove è stato possibile ricordare di essere partecipi di un’unica umanità a volte fragile, bisognosa dello sguardo dell’altro per ritrovar sè stessa.

“Volti di Creta” (durata 9 min.)
Asinitas: una scuola per ragazzi migranti a Roma, dove le diversità vengono concepite come valore e risorsa, dove il volto dell’altro, il diverso che fa irruzione in una comunità, viene accolto nel rispetto delle differenze. La scuola è uno spazio di resistenza, uno spazio di attesa e ascolto, di tempi propri, di fiducia, di riflessione, e anche di aperto conflitto, di riattivazione e di crescita delle proprie capacità critiche.

Il documentario racconta una esperienza dove i volti dei ragazzi/ragazze stranieri si intrecciavano in un grande abbraccio con giovani cittadini romani che avevano preso parte all’iniziativa. In quei giorni la lingua della scultura era il volto. E così, nel grande parco Schuster a San Paolo fuori le mura, teatro delle nostre attività, le nostre mani ” come Delta in cui molta vita confluiva da lontane origini per riversarsi nella grande corrente dell’azione” (Rilke), cercavano nella creta il volto dell’altro in tutta la sua nuditã.

A cura di Marco Danielon, scultore che collabora e promuove, con associazioni e movimenti presenti sul territorio nazionale, contesti educandi di accoglienza e cura attraverso una metodologia laboratoriale orientata ad ambienti di crescita individuale, comunitaria e di convivenza interculturale.

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